Fuori Dal Mucchio Numero Novembre '05
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Società del Caveau

Società del Caveau

Anice
autoprodotto/Audioglobe

Nel gran marasma di indie-labels e autoproduzioni non è più il caso di stupirci se proprio un disco totalmente realizzato in proprio finisca per colpirci più di quanto accada rispetto alla media dell’underground nazionale. I ravennati Società del Caveau (nome ispirato ad una congrega francese del ‘700 dedita alla promozione di musica, poesia e teatro) sono portabandiera di uno stile indefinibile, collocabile in qualche modo a metà strada tra trame neo-progressive e attitudini indie-rock. La pregevole scrittura compositiva del quintetto romagnolo non denota alcuna indecisione, semmai lascia intendere idee chiare e buona personalità, rilevata peraltro in vari concorsi nazionali in cui non sono mancati ottimi riscontri. “Anice” è a tutti gli effetti il loro debutto, contraddistinto da sonorità eleganti, con un pianoforte in rilievo fra geometrie variegate ma nemmeno particolarmente complesse. Non allarmiamoci se il cantato nel brano di apertura “Ricordi” arriva “solo” dopo quasi quattro minuti, e se fra gli otto brani vi è anche la strumentale “6:47”, che prende il titolo dalla sua esatta durata: tutto pare funzionare in un disegno complessivo, in un equilibrio di malinconiche alternanze dal sapore un po’ romantico-esistenzialista. Lievi tinte noir in direzione Black Heart Procession con vaghe deviazioni sul versante più accessibile dei Tortoise (a qualcuno potrebbero ricordare sbadatamente i recenti 90 Day Men), sempre supportate da un lirismo accorto e ispirato (http://www.societadelcaveau.it/).

Loris Furlan

 Vota questo Disco  Il voto medio �: 3 (749 voti)

Torna