Fuori Dal Mucchio Numero Novembre '05
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Gaspare Bernardi

Gaspare Bernardi

Estati lontane
Storie di Note

Sono lontane le stagioni del cantautore, fissate nel luogo comune e nell’epopea della cosiddetta “musica impegnata”; ma i luoghi comuni lontani e vicini sono perlopiù da sfatare e le “estati” di Gaspare Bernardi, non poche alle spalle,  sono troppo genuine ed impregnate di una poetica schietta e sottocutanea per finire accatastate fra ammuffite storicizzazioni ed estetiche da circoscrivere e catalogare. Poesia autentica nel ricco mondo di umori, pensieri e ricordi di questo eclettico artista modenese, che diventa canzone dopo l’incanto della premiata raccolta di prose poetiche “Sulla linea tra gli emisferi” e un già notevole primo disco, “L’arco terrestre”. L’amore per la musica e gli studi classici come cornista sono un percorso ancora vivo, proteso nell’intrecciarsi con forza e leggerezza alle parole in una sequenza di dodici canzoni, arrangiate con pregevole finezza elettroacustica grazie alla presenza di uno stuolo di amici musicisti, a cui si sono aggiunte le peculiari partecipazioni di Paolo Fresu (tromba in “Grazie Miles”), Simone Zanchini alla fisarmonica, Kaba (batteria in “Cosa mi manca”), Tom Kirk Patrick (tromba in “Nel buio una stella”) e Flavio Cucchi alla chitarra nella riproposizione di “E la chiamano estate”. Quest’ultimo, un noto brano di Bruno Martino, conclude il disco con un arrivederci pacato e nostalgico, dopo un  vagabondare tra racconti e immagini sempre vere e nitide, dove la voluta semplicità è insostituibile forza espressiva, nella “brezza che porta il profumo degli anni” (http://www.gasparebernardi.com/).

Loris Furlan

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