Fuori Dal Mucchio Numero Novembre '05
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Sostrato

Sostrato

Micromondi
La Caffettiera

Disco a due facce, questo primo EP dei trevigiani Sostrato. Forse perché, in un certo senso, rappresenta la summa di un’evoluzione avviata nel 1993 lungo i binari del noise e successivamente proseguita lungo strade più ampie e diversificate. Infatti, anche se probabilmente tutti e sei i brani qui contenuti sono stati scritti negli ultimi anni, di fatto suonano come il compimento di un percorso. Percorso, dicevamo, non sempre lineare. Da una parte, infatti, ci sono titoli come “Space Shuttle” e “Supersound”, intrisi di rock e venati di funky (il secondo anche di ska), abbastanza potenti e felicemente ironici, ma non del tutto convincenti o, per lo meno, non sufficientemente graffianti. Non a caso, il quartetto pare dare il meglio quando l’impatto è – almeno in parte – stemperato da strutture circolari e crescendo tipicamente post-rock, sui quali si innestano liriche e voci che a tratti ricordano quelle degli Artemoltobuffa, specie per quanto riguarda la creazione di un immaginario poetico fatto di ingenua quotidianità. È quanto accade nell’avvolgente “Questa mattina”, così come negli echi dub di “1_2_3_4” e nel rincorrersi delle parole di “Rose rosse”. Più di tutte, però, colpisce la traccia conclusiva, “La greca”, che si apre su avvincenti intrecci elettroacustici e si chiude in chiave distorta, con in mezzo cambi di tempo, armonizzazioni vocali e strizzate d’occhio all’indie-pop. Una miscela che lascia aperti spiragli più che interessanti per il futuro (http://www.sostrato.it/).

Aurelio Pasini

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