Fuori Dal Mucchio Numero Dicembre '09
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Raven Sad

Raven SadWe Are Not Alone
Lizard/Eventyr/BTF/MP

Non sono trascorsi nemmeno dodici mesi e siamo di nuovo qui a raccontarvi di un altro album dei Raven Sad, che con l’esordio di “Quot” avevano centrato il bersaglio con un prog (rock) psichedelico capace di cullare con i suoi tappeti di tastiere e le sue altalene melodiche. Per questo nuovo capitolo Samuele Santanna, di fatto l’unica figura titolare dietro al timone del progetto Raven Sad, è riuscito a fare ancora meglio, tracciando nelle undici canzoni dell’album un ideale percorso tra i Pink Floyd e quelli che per molto sono gli eredi naturali, ovvero i Porcupine Tree. C’è un tocco di struggente drammaticità tra i solchi di “More Life Forms” e “Meteor”, ma anche le impressioni magnetiche di “Fluttering Flags” e “To Write Me A Song”, con un incidere acustico che è poesia, emanano radiazioni suggestive che rapiscono ad ogni ascolto. Ascoltare questo album è un fluttuare di sensazioni, collegate da un'unica sensibilità, riportare la musica ad uno stadio quasi primitivo, dove le note avanzano tiepide per scavare solchi enormi dentro di noi. Ed è intrigante il fatto che il brano forse più bello del dischetto sia “Are We Alone?” che ribalta in termini interrogativi l’affermazione del titolo e del brano di chiusura, quasi a voler ribadire che niente è così certo come sembra. Anche nei passaggi cantati la sensazione è che la volontà sia quella di lasciare aperte più possibilità, infatti non ci sono ritornelli o vibrazioni definite, ma suggestioni armoniche, racchiuse in passaggi delineati anche dall’organo e dal mellotron, strumenti antichi che ben si amalgamano con più attuali tastiere e sintetizzatori. Il booklet cita una bellissima frase di Carl Sagan “Se ci fossimo solo noi, sarebbe un grande spreco di spazio”.

Contatti: www.myspace.com/ravensadband 

Gianni Della Cioppa

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